Salento
SAN CASSIANO
I terreni dell'Azienda Agricola TENUTA TRESCA ricadono in gran parte nell'agro di San Cassiano. Situata a circa 40 km da Lecce, San Cassiano e' una citta' di origini molto antiche, secondo eminenti studiosi, sorta dalle reliquie della vicina citta' di Muro Leccese distrutta, intorno ai primi anni del X secolo, dai Saraceni. Circa il nome, fa evidente riferimento al celebre Cassiano che fu uno tra i primi fondatori e legislatori delle fraternita' monastiche nell'Europa occidentale; Santo da sempre venerato come prototipo di fraternita'. E, quindi, nel nome di questo antico borgo medievale e' racchiusa l'identita' dei suoi abitanti, eccelsi per cortesia, spirito di fratellanza, rispetto, accoglienza verso il "forestiero". Il borgo l'ebbero in feudo i signori Guarini, Peschin, Squarcifico, Doria, Panza, Francone, Mosco, Lubelli. Ultimi feudatari di San Cassiano e proprietari del Palazzo Feudale furono i Frisari, che lo acquistarono dai Lubelli nel 1747. I Frisari, nel 1755, sul feudo di San Cassiano, ottennero il titolo di Conti restandovi fino all'eversione della feudalita' (1806). In seguito, per successione, il palazzo torna di proprieta' dei Guarini, nipoti dei Frisari. Nello stemma civico del comune primeggia l'icona di una palma, simbolo di amicizia e fratellanza, mentre un rametto di quercia e uno di olivo stanno a ricordare la vegetazione caratteristica del territorio. Tra le piu' imponenti costruzioni del centro antico primeggia sicuramente il Palazzo Feudale o Palazzo Ducale che, come altri notevoli esempi di palazzi gentilizi, e' edificato giovandosi della duttile Pietra Leccese. Nelle sue cantine e' conservato un antico frantoio.
Per saperne di piu' clicca qui: www.comune.sancassiano.le.it.

Da rilevare che San Cassiano e' nel cuore del Salento e del suo tarantismo. Anticamente, in occasione della ricorrenza di San Paolo (29 giugno) erano numerosi i "tarantati", persone morse dalla tarantola, che affluivano presso la cappella di Galatina dedicata al Santo, per chiedere la guarigione. Il percorso di guarigione aveva inizio nell'abitazione del "tarantato" e proseguiva lungo tutta la strada che separava San Cassiano da Galatina attraverso un ballo ossessivo, la pizzica tarantata, accompagnato dal suono dei tamburelli.
IL SALENTO:
LA TERRA DEL RIMORSO
Nel giugno del 1959, l'etnologo Ernesto De Martino - in compagnia di uno psichiatra, di uno psicologo e di un sociologo - conduce una ricerca nel Salento per studiare il tarantismo, la cura rituale del morso della mitica tarantola. Santu Paulu meu di Galatina
Facitine la grazia stamattina
Santu Paulu meu di li tarante
Facitene la grazia a tutte quante
Pizzica tarantata tratta da: E. De Martino, La terra del rimorso, Editore Il Saggiatore Economici, Milano, 1994, pag. 361. Per saperne di piu' clicca qui o visita i siti:
www.comune.galatina.le.it;
www.lanottedellataranta.it.